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I conti in classe: dentro la finanza delle scuole italiane

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  • La capacità di pagamento delle scuole risulta generalmente superiore alla capacità di riscossione nel periodo analizzato.
  • Le somme ancora da riscuotere superano sistematicamente quelle da pagare negli esercizi finanziari considerati complessivamente.
  • La capacità di riscossione diminuisce sensibilmente nel 2021–2022, mostrando successivamente segnali di parziale recupero complessivo.
  • Le differenze territoriali risultano più marcate nella riscossione, mentre la capacità di pagamento appare più omogenea.
  • La variabilità della copertura annuale impone cautela nel confrontare direttamente gli importi finanziari aggregati nel tempo.


Questo studio esamina i conti consuntivi delle istituzioni scolastiche presenti nei dataset relativi agli anni finanziari 2019–2024. L’analisi segue quattro momenti della gestione: programmazione, accertamento o impegno, riscossione o pagamento e somme ancora da riscuotere o da pagare. L’obiettivo è valutare come le risorse iscritte nei bilanci si trasformino in flussi effettivi e quanto tale trasformazione vari nel tempo e tra regioni. Nel 2024, nel perimetro osservato, le entrate accertate ammontano a circa 2,11 miliardi di euro e quelle riscosse a 1,43 miliardi, con una capacità aggregata di riscossione del 67,7%. Sul lato della spesa, 1,49 miliardi risultano impegnati e 1,27 miliardi pagati, con un rapporto pagato/impegnato dell’85,0%. La serie evidenzia un deterioramento della riscossione nel 2021–2022 e una successiva ripresa, mentre la capacità di pagamento rimane generalmente più elevata. Le somme da riscuotere risultano superiori alle somme da pagare in tutti gli anni osservati. Un limite decisivo riguarda tuttavia la copertura: il numero di istituzioni scolastiche presenti nei file si riduce sensibilmente. I risultati devono quindi essere letti come evidenze sul perimetro osservato, privilegiando indicatori relativi.

1. Introduzione

La gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche rappresenta uno dei punti di incontro tra autonomia, capacità amministrativa e concreta erogazione dei servizi educativi. Una scuola può disporre di risorse formalmente programmate senza riuscire, nello stesso esercizio, a trasformarle integralmente in entrate riscosse o in pagamenti. Il bilancio non è quindi soltanto una fotografia della quantità di denaro disponibile: descrive una sequenza amministrativa nella quale programmazione, accertamento, impegno, riscossione e pagamento assumono significati distinti.

Il conto consuntivo è particolarmente adatto a questo tipo di analisi perché osserva la gestione a posteriori. Nel tracciato fornito, per le entrate l’importo programmato può essere confrontato con l’accertato, il riscosso e il da riscuotere; per le spese, l’importo programmato può essere confrontato con l’impegnato, il pagato e il da pagare. La presenza del codice scuola e della regione permette inoltre di passare dalla dimensione nazionale a quella territoriale.

Il periodo 2019–2024 attraversa fasi molto diverse della vita del sistema scolastico. Comprende l’anno precedente all’emergenza sanitaria, gli esercizi 2020 e 2021 e la fase successiva. Il dataset, tuttavia, non identifica direttamente le cause delle variazioni. Non è quindi metodologicamente corretto attribuire automaticamente un cambiamento alla pandemia, al PNRR o a una specifica politica. L’approccio adottato è descrittivo: ricostruire le dinamiche osservate e individuare gli aspetti che meritano successivi approfondimenti causali.

Le domande di ricerca sono quattro. Primo: come evolvono gli aggregati di entrata e di spesa nel perimetro disponibile? Secondo: quale quota degli importi accertati viene effettivamente riscossa e quale quota degli impegni viene pagata? Terzo: come si modificano le somme ancora da riscuotere o da pagare? Quarto: nel 2024 emergono differenze territoriali significative nella capacità di realizzazione finanziaria? Queste domande consentono di passare dalla dimensione nominale del bilancio alla capacità di esecuzione delle risorse.

2. Fonte, struttura dei dati e metodo

La documentazione allegata identifica la fonte come dataset “Conto consuntivo annuale delle scuole”, prodotto da DGRUF e pubblicato da DGCASIS, con copertura geografica nazionale e riferimento all’anno finanziario. I campi utilizzati sono AnnoFinanziario, Regione, CodiceScuola, TipologiaVoce, Importo, ImportoAccertatoImpegnato, ImportoRiscossoPagato e ImportoDaRiscuotereDaPagare. Per le entrate, le quattro grandezze rappresentano programmato, accertato, riscosso e da riscuotere; per le spese rappresentano programmato, impegnato, pagato e da pagare.

I sei file analizzati contengono complessivamente 3,282,868 record e 8,285 codici scuola distinti nell’intero periodo. La copertura annuale non è però stabile: si passa da 7,762 scuole nel 2019 a 3,651 nel 2024. La riduzione è troppo ampia per essere ignorata nell’interpretazione. Per questo motivo il rapporto non presenta la diminuzione dei valori aggregati come prova di una contrazione nazionale della finanza scolastica; i totali descrivono il perimetro effettivamente presente in ciascun file.



Tabella 1. Copertura osservata nei file annuali.

Sono stati calcolati due indicatori principali. Per le entrate, la capacità di riscossione è definita come rapporto tra importo riscosso e importo accertato. Per le spese, la capacità di pagamento è il rapporto tra importo pagato e importo impegnato. Gli indicatori sono costruiti sui valori aggregati, cioè come rapporto tra somme, evitando di attribuire lo stesso peso a scuole o voci di dimensione molto diversa. Un rapporto elevato non deve essere interpretato automaticamente come una misura completa di efficienza. Può dipendere dalla composizione delle entrate e delle spese, dalla tempistica dei trasferimenti, dalla natura dei progetti e da altri fattori non osservati. L’analisi misura dunque l’esecuzione finanziaria, non la qualità complessiva della gestione scolastica.


3. Evoluzione degli aggregati finanziari

Nel 2019 le entrate programmate presenti nel dataset ammontano a circa 5,02 miliardi di euro e le spese programmate a 4,58 miliardi. Nel 2020 i valori scendono rispettivamente a 4,46 e 4,10 miliardi; nel 2021 a 4,19 e 3,87 miliardi; nel 2022 a 3,43 e 3,21 miliardi. Nel 2023 la dinamica si stabilizza, mentre nel 2024 le entrate programmate risalgono a 3,59 miliardi e le spese a 3,45 miliardi.



Tabella 2. Principali aggregati finanziari, miliardi di euro.

La riduzione dei totali è visivamente netta, ma coincide con il calo della copertura. Il dato più utile è pertanto la distanza interna tra le diverse fasi nello stesso anno. Nel 2019, a fronte di 2,65 miliardi di entrate accertate, risultano riscossi 2,23 miliardi. Sul lato della spesa, 2,70 miliardi sono impegnati e 2,41 miliardi pagati. Nel 2024, gli accertamenti sono 2,11 miliardi e le riscossioni 1,43 miliardi; gli impegni sono 1,49 miliardi e i pagamenti 1,27 miliardi.

Il confronto suggerisce che il lato delle entrate presenti una distanza strutturalmente maggiore tra formalizzazione e incasso. Tale distanza è importante perché una risorsa accertata ma non ancora riscossa può condizionare la liquidità e la tempistica delle attività. Sul lato della spesa, invece, una volta assunto l’impegno, una quota più elevata arriva al pagamento entro il perimetro del conto consuntivo.

Un ulteriore elemento riguarda la relazione tra programmazione e fasi successive. L’importo programmato è sistematicamente superiore agli accertamenti o agli impegni. Ciò non è di per sé anomalo: il bilancio preventivo incorpora una capacità programmatoria che può essere aggiornata durante l’esercizio, mentre il consuntivo registra le operazioni effettivamente perfezionate. La distanza tra previsione e gestione effettiva diventa però informativa quando viene osservata in modo comparato nel tempo e per territorio.



4. Capacità di riscossione e capacità di pagamento



Nel 2019 il rapporto riscosso/accertato è pari a circa l’84,1%, mentre il rapporto pagato/impegnato raggiunge l’89,4%. Nel 2020 i due indicatori sono rispettivamente 81,0% e 86,6%. Nel 2021 la capacità di riscossione scende al 64,5%, mentre quella di pagamento è pari all’83,4%. Nel 2022 la riscossione tocca il minimo della serie, circa 60,6%, a fronte di un rapporto pagato/impegnato del 79,5%.Nel 2023 la riscossione recupera al 71,5%, mentre i pagamenti sugli impegni si collocano al 72,7%, il valore più basso della serie per questo indicatore. Nel 2024 il rapporto riscosso/accertato è pari al 67,7%, mentre il rapporto pagato/impegnato torna all’85,0%. La dinamica non è quindi lineare: gli indicatori reagiscono in modo diverso e mostrano fasi di peggioramento e recupero.La differenza tra riscossione e pagamento è rilevante anche dal punto di vista gestionale. La scuola può governare direttamente alcune fasi della spesa, mentre la riscossione dipende in misura maggiore dai tempi dei soggetti finanziatori. Un basso rapporto riscosso/accertato non può quindi essere letto automaticamente come inefficienza della singola istituzione. È piuttosto un indicatore della distanza tra riconoscimento contabile del credito e disponibilità monetaria effettiva.La capacità di pagamento presenta valori generalmente più elevati. Ciò suggerisce che, una volta perfezionato l’impegno, il passaggio al pagamento avvenga con maggiore regolarità rispetto al passaggio dall’accertamento alla riscossione. Il 2023 rappresenta un’eccezione significativa, perché la quota pagata sugli impegni scende al 72,7%. Il recupero del 2024 segnala che questa flessione non prosegue nell’ultimo esercizio disponibile.




5. Residui: somme da riscuotere e da pagare


Le somme ancora da riscuotere passano da circa 422 milioni di euro nel 2019 a 433 milioni nel 2020, per poi salire a 808 milioni nel 2021. Nel 2022 si attestano a circa 560 milioni, nel 2023 a 597 milioni e nel 2024 a 682 milioni. Le somme da pagare mostrano una dinamica diversa: 285 milioni nel 2019, 271 milioni nel 2020, 244 milioni nel 2021, 348 milioni nel 2022, 508 milioni nel 2023 e 224 milioni nel 2024.


In ogni anno il da riscuotere supera il da pagare. Questo risultato è coerente con la minore capacità di riscossione osservata rispetto alla capacità di pagamento. Nel 2021 il divario è particolarmente ampio: circa 808 milioni da riscuotere contro 244 milioni da pagare. Nel 2023 le due grandezze si avvicinano soprattutto per l’aumento delle somme da pagare; nel 2024 la distanza torna ad ampliarsi. I residui non devono essere considerati automaticamente patologici. Una parte può derivare dalla normale scansione temporale delle operazioni e dalla natura pluriennale dei progetti. Tuttavia, quando crescono o persistono, costituiscono un segnale da approfondire. Sul lato delle entrate possono indicare crediti formalizzati ma non ancora incassati; sul lato delle spese obbligazioni assunte ma non ancora saldate. Dal punto di vista della governance, il monitoraggio dei residui è importante perché consente di distinguere la disponibilità contabile dalla disponibilità effettiva. Una scuola con molti crediti da riscuotere può presentare un bilancio formalmente consistente ma incontrare vincoli di cassa. Analogamente, un volume elevato di somme da pagare può indicare una concentrazione di obbligazioni che si trasferiscono all’esercizio successivo. Per comprendere la natura del fenomeno sarebbe utile disaggregare i residui per codice di entrata e per destinazione di spesa.


6. Differenze territoriali nel 2024



Il confronto regionale del 2024 mette in evidenza una maggiore dispersione nella capacità di riscossione rispetto alla capacità di pagamento. Tra le regioni presenti nel file, il rapporto riscosso/accertato varia da circa il 57,4% della Calabria al 72,6% del Veneto. Valori relativamente elevati si osservano anche in Friuli Venezia Giulia e Lombardia; valori più contenuti caratterizzano Calabria, Campania e Basilicata. Queste differenze descrivono il comportamento aggregato delle scuole presenti in ciascun territorio e non devono essere trasformate in una graduatoria di qualità amministrativa.Sul lato della spesa, la distribuzione è più compatta. Il rapporto pagato/impegnato varia da circa il 78,8% della Campania al 91,2% del Molise. Lombardia, Piemonte e Toscana si collocano vicino o sopra l’89%, mentre Calabria, Sardegna, Lazio e Puglia presentano valori inferiori alla media del gruppo osservato. La distanza tra estremi è quindi inferiore a quella rilevata sul lato delle entrate.


Le differenze territoriali possono derivare da molteplici fattori. La composizione delle fonti di finanziamento può variare; alcuni territori possono avere una maggiore incidenza di progetti con trasferimenti differiti; la struttura delle istituzioni e la dimensione media delle scuole possono influire sui flussi. Inoltre, la copertura del dataset potrebbe non essere identica tra regioni. Per queste ragioni il dato regionale deve essere considerato un punto di partenza per l’analisi, non una conclusione causale.

Resta comunque significativo che la dispersione sia più marcata nella riscossione. Questo risultato rafforza l’ipotesi descrittiva secondo cui il lato delle entrate è maggiormente esposto a tempi e condizioni esterne all’amministrazione scolastica. Il pagamento, pur con differenze territoriali, appare più uniforme una volta che l’obbligazione è stata formalmente impegnata.


7. Lettura del periodo 2019–2024

Considerando l’intera sequenza, emergono tre fasi. La prima comprende 2019 e 2020, quando entrambi gli indicatori di realizzazione si mantengono relativamente elevati. La seconda comprende 2021 e 2022, anni nei quali la capacità di riscossione si riduce sensibilmente e le somme da riscuotere aumentano. La terza comprende 2023 e 2024, caratterizzata da un recupero parziale ma non uniforme: nel 2023 migliora la riscossione mentre peggiora il pagamento; nel 2024 il pagamento recupera nettamente mentre la riscossione arretra rispetto all’anno precedente.

Questa scansione suggerisce che la gestione finanziaria non possa essere rappresentata con un unico indicatore. Entrate e spese seguono dinamiche diverse e, all’interno di ciascun lato del bilancio, la fase di programmazione non coincide con quella di realizzazione. Un’analisi limitata agli stanziamenti programmati perderebbe quindi una parte sostanziale dell’informazione. Il conto consuntivo diventa più utile quando viene letto come una catena di trasformazione delle risorse.

Un secondo risultato riguarda l’asimmetria tra crediti e debiti residui. Le somme da riscuotere sono sempre superiori alle somme da pagare. Ciò può tradursi in un problema di sincronizzazione finanziaria: le istituzioni possono aver maturato il diritto a ricevere risorse senza averle ancora incassate, mentre una quota relativamente maggiore degli impegni viene effettivamente pagata. Questa asimmetria merita attenzione soprattutto negli anni in cui il divario aumenta.

Un terzo risultato riguarda il territorio. Nel 2024 la capacità di pagamento appare relativamente omogenea, mentre la riscossione presenta differenze più ampie. Anche questo elemento suggerisce di evitare interpretazioni semplicistiche della performance. Se la variabilità fosse dovuta esclusivamente alla capacità amministrativa interna, ci si potrebbe attendere una maggiore corrispondenza tra risultati sul lato delle entrate e della spesa. La diversa dispersione lascia invece spazio al ruolo della composizione dei finanziamenti e delle tempistiche esterne.


8. Implicazioni per la gestione scolastica

Dal punto di vista operativo, i risultati suggeriscono l’utilità di sistemi di monitoraggio che non si limitino alla percentuale di spesa sul programmato. Almeno quattro indicatori dovrebbero essere osservati congiuntamente: accertato su programmato, riscosso su accertato, impegnato su programmato e pagato su impegnato. A questi si dovrebbe aggiungere l’incidenza delle somme da riscuotere e da pagare. Un cruscotto di questo tipo consentirebbe di individuare in quale fase si concentra l’eventuale rallentamento.

La distinzione è importante anche per le azioni correttive. Un basso livello di impegno rispetto alla programmazione può richiedere interventi sulla pianificazione, sulle procedure di acquisto o sulla capacità progettuale. Un basso livello di pagamento rispetto agli impegni può richiedere attenzione ai tempi di liquidazione. Un basso livello di riscossione rispetto agli accertamenti può invece dipendere da rapporti con amministrazioni finanziatrici e da tempistiche di trasferimento. Indicatori diversi richiedono quindi risposte diverse.

Il confronto territoriale potrebbe essere utilizzato per individuare gruppi di regioni o scuole con profili simili, evitando classifiche rigide. L’obiettivo dovrebbe essere riconoscere configurazioni ricorrenti: scuole con alta capacità di impegno e pagamento ma bassa riscossione; scuole con bassa trasformazione del programmato in impegni; scuole con elevata accumulazione di residui. Un approccio per profili sarebbe più informativo di una singola graduatoria sintetica.

Anche le date di approvazione presenti nel dataset aprono una prospettiva interessante. In un approfondimento successivo si potrebbe verificare se le scuole che approvano più rapidamente il conto consuntivo mostrino anche migliori indicatori di realizzazione finanziaria. Una correlazione, se presente, non dimostrerebbe causalità, ma potrebbe fornire un segnale sulla relazione tra organizzazione amministrativa, tempestività dei processi e gestione delle risorse.

9. Limiti dell’analisi e sviluppi futuri

Il limite principale è la variazione della copertura annuale. Il numero di scuole presenti nei file diminuisce in modo molto rilevante, rendendo rischioso confrontare direttamente i totali. Prima di utilizzare la serie per inferenze sull’intero sistema nazionale sarebbe necessario chiarire se la riduzione dipenda da modalità di estrazione, tempi di pubblicazione, criteri di inclusione o altre ragioni. Una futura versione dell’analisi dovrebbe costruire un panel bilanciato di scuole presenti in tutti gli anni, così da confrontare un perimetro costante.

Un secondo limite riguarda l’assenza, nel tracciato utilizzato, di variabili descrittive sulla dimensione delle scuole, sul numero di studenti, sul personale e sul contesto socioeconomico. Senza denominatori di questo tipo non è possibile distinguere adeguatamente gli effetti della scala. Una regione con importi maggiori può semplicemente avere più istituzioni o scuole più grandi. L’integrazione con anagrafe scolastica e popolazione studentesca permetterebbe di calcolare valori per studente e indicatori più comparabili.

Un terzo limite riguarda la composizione delle voci. In questo articolo i codici di livello 1 e 2 non sono stati utilizzati per ricostruire nel dettaglio le fonti delle entrate e le destinazioni delle spese. Tale disaggregazione sarebbe fondamentale per capire se la bassa riscossione si concentri in specifiche categorie di finanziamento e se i ritardi di pagamento riguardino particolari tipologie di attività o progetti.

Un quarto sviluppo riguarda la dimensione longitudinale. Il codice scuola consente, almeno in linea di principio, di seguire la stessa istituzione nel tempo. Si potrebbe quindi studiare la persistenza della performance finanziaria: verificare se le scuole con alta capacità di pagamento in un anno tendano a mantenerla negli anni successivi, oppure se gli indicatori siano prevalentemente determinati da shock annuali. Questa analisi aiuterebbe a distinguere componenti strutturali e temporanee.

Infine, sarebbe utile integrare i dati con informazioni sui finanziamenti straordinari e sui progetti. Solo tale integrazione consentirebbe di valutare in modo più rigoroso il ruolo della pandemia, del PNRR o di specifiche misure ministeriali. Nel presente lavoro questi elementi costituiscono soltanto il contesto temporale e non vengono utilizzati come spiegazioni causali delle variazioni osservate.

10. Conclusioni

L’analisi dei conti consuntivi 2019–2024 mostra che la gestione finanziaria scolastica deve essere letta come un processo composto da più fasi. Il valore programmato rappresenta soltanto il punto di partenza. La capacità di trasformare la previsione in accertamenti e impegni e, successivamente, in riscossioni e pagamenti fornisce una rappresentazione più concreta dell’esecuzione finanziaria.

Il risultato più evidente è l’asimmetria tra entrate e spese. Nel periodo osservato il rapporto pagato/impegnato è quasi sempre superiore al rapporto riscosso/accertato. Nel 2024 la differenza è particolarmente chiara: circa 85,0% sul lato dei pagamenti contro 67,7% sul lato delle riscossioni. Anche l’andamento delle somme residue conferma questa lettura, poiché il da riscuotere supera sistematicamente il da pagare.

La serie mostra inoltre una fase critica nel 2021–2022 per la riscossione e una dinamica più irregolare dei pagamenti, con un minimo nel 2023 e un recupero nel 2024. Le differenze regionali del 2024 sono più marcate sul lato delle entrate, mentre la capacità di pagamento risulta relativamente più concentrata. Questi elementi suggeriscono che la realizzazione delle entrate possa dipendere in misura significativa da fattori esterni alla singola scuola.

La cautela interpretativa resta essenziale. La forte riduzione del numero di scuole presenti nei file impedisce di leggere la diminuzione dei totali come andamento certo dell’intero sistema nazionale. Il contributo più solido di questa analisi risiede quindi negli indicatori relativi e nelle relazioni tra le fasi contabili. Con un panel a copertura costante e l’integrazione con dati su studenti, tipologia di istituto e fonti di finanziamento, il conto consuntivo potrebbe diventare la base per un sistema strutturato di analisi della capacità amministrativo-finanziaria delle scuole italiane.

Nota metodologica e fonte

Fonte: dataset “Conto consuntivo annuale delle scuole”, prodotto da DGRUF e pubblicato da DGCASIS, file relativi agli anni finanziari 2019, 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024 forniti per l’analisi. Tutti i grafici e le tabelle sono elaborazioni sui file CSV allegati. La documentazione del tracciato indica che Importo è il programmato; ImportoAccertatoImpegnato è accertato per le entrate e impegnato per le spese; ImportoRiscossoPagato è riscosso per le entrate e pagato per le spese; ImportoDaRiscuotereDaPagare è da riscuotere per le entrate e da pagare per le spese.

11. Discussione: cosa misurano realmente gli indicatori finanziari

Gli indicatori utilizzati in questo lavoro acquistano significato soprattutto quando vengono letti come una sequenza. Sul lato delle entrate, il primo passaggio riguarda la relazione tra programmazione e accertamento. La previsione indica le risorse che l’istituzione ritiene di poter utilizzare; l’accertamento rappresenta invece una fase più concreta, nella quale viene riconosciuto il diritto a riscuotere una determinata somma. Il rapporto tra riscosso e accertato osserva un passaggio ancora successivo: misura quanta parte del credito formalizzato si sia effettivamente trasformata in disponibilità finanziaria. La differenza tra queste fasi impedisce di equiparare il bilancio programmato alle risorse immediatamente utilizzabili.

Sul lato delle spese la logica è analoga, ma non identica. L’importo programmato esprime l’intenzione di destinare risorse a determinate attività; l’impegno formalizza un’obbligazione; il pagamento conclude la fase finanziaria con l’effettiva uscita monetaria. Un rapporto pagato/impegnato elevato indica che una quota consistente delle obbligazioni assunte ha completato il proprio percorso. Tuttavia, non dice se la programmazione iniziale fosse adeguata, né se la spesa abbia prodotto risultati educativi migliori. La performance finanziaria e la performance educativa restano dimensioni differenti.

Questa distinzione è importante perché una lettura esclusivamente finanziaria potrebbe generare incentivi distorti. Se l’obiettivo diventasse semplicemente massimizzare la percentuale di spesa, una scuola potrebbe essere spinta a privilegiare la rapidità rispetto alla qualità delle decisioni. L’indicatore deve invece essere utilizzato come strumento diagnostico: serve a individuare punti di rallentamento e a formulare domande. Perché una determinata quota di risorse non è stata impegnata? Perché un credito accertato non è stato riscosso? Perché un impegno non è ancora stato pagato? La risposta richiede informazioni amministrative che il dataset contabile, da solo, non contiene.

La serie 2019–2024 dimostra inoltre l’utilità di osservare simultaneamente livelli e rapporti. I livelli monetari descrivono la dimensione dei flussi, ma sono sensibili alla copertura del dataset e alla dimensione delle istituzioni. I rapporti riducono in parte questo problema, ma possono essere instabili quando i denominatori sono piccoli e non eliminano le differenze nella composizione delle voci. La strategia più prudente consiste quindi nel combinare più misure e nel verificare se raccontino una storia coerente.

12. Il tema della copertura e la costruzione di un panel comparabile

La variazione del numero di scuole presenti nei file merita una discussione specifica perché condiziona l’intera interpretazione temporale. Una serie statistica è pienamente confrontabile quando osserva nel tempo la stessa popolazione o quando le variazioni di copertura sono note e possono essere corrette. Nei file disponibili, il numero di codici scuola diminuisce progressivamente e in modo consistente. Senza ulteriori informazioni non è possibile stabilire se ciò rifletta scuole mancanti, differenze nei tempi di acquisizione, criteri di pubblicazione o altre caratteristiche della fonte.

Una soluzione metodologica per i lavori successivi consiste nella costruzione di un panel bilanciato. Si selezionerebbero soltanto i codici scuola presenti in tutti e sei gli anni e si ricalcolerebbero aggregati e indicatori su questo insieme costante. In questo modo la variazione osservata non sarebbe determinata dall’entrata o dall’uscita delle istituzioni dal campione. Il prezzo da pagare sarebbe una riduzione del numero di scuole analizzate, ma il vantaggio sarebbe una maggiore affidabilità del confronto longitudinale.

Accanto al panel bilanciato potrebbe essere costruito un panel non bilanciato controllato, nel quale ogni scuola contribuisce agli anni in cui è presente e l’analisi utilizza medie, mediane e modelli con effetti fissi. Questo approccio permetterebbe di sfruttare più informazione senza confondere completamente variazione della composizione e variazione nel tempo. Sarebbe inoltre possibile distinguere il cambiamento “within”, cioè all’interno della stessa scuola, dal cambiamento “between”, cioè dovuto alla diversa composizione delle scuole osservate.

La costruzione di un panel consentirebbe anche di verificare la persistenza dei residui. Una somma da riscuotere elevata in un singolo anno può essere un evento occasionale; se la stessa scuola presenta sistematicamente un’incidenza elevata per più esercizi, il fenomeno assume un significato diverso. Analogamente, la persistenza di bassi rapporti pagato/impegnato potrebbe segnalare caratteristiche organizzative stabili o una particolare composizione delle attività. La dimensione longitudinale trasformerebbe quindi il conto consuntivo da fotografia annuale a strumento di analisi della traiettoria amministrativa.

13. Possibili indicatori per un cruscotto di monitoraggio

Sulla base delle evidenze emerse, un possibile sviluppo applicativo consiste nella costruzione di un cruscotto di monitoraggio finanziario. Il primo indicatore dovrebbe misurare la capacità di accertamento delle entrate, rapportando l’accertato al programmato. Il secondo dovrebbe misurare la capacità di riscossione, rapportando il riscosso all’accertato. Il terzo dovrebbe osservare la capacità di impegno della spesa, confrontando impegnato e programmato. Il quarto dovrebbe misurare la capacità di pagamento, rapportando pagato e impegnato.

A questi quattro indicatori di flusso si potrebbero affiancare due indicatori di stock relativo: importo da riscuotere in rapporto all’accertato e importo da pagare in rapporto all’impegnato. Il vantaggio sarebbe quello di rappresentare in modo immediato non soltanto quanto è stato realizzato, ma anche quanto rimane aperto alla fine dell’esercizio. Un sistema a più dimensioni sarebbe preferibile a un singolo indice sintetico perché manterrebbe visibile la fase nella quale si concentra la criticità.

Per rendere il confronto più equo, il cruscotto dovrebbe includere benchmark omogenei. Una scuola potrebbe essere confrontata con istituzioni della stessa regione, della stessa dimensione o della stessa tipologia, anziché con la media nazionale indistinta. L’aggiunta del numero di studenti permetterebbe inoltre di calcolare importi pro capite, mentre informazioni sulla tipologia di istituto potrebbero separare contesti amministrativi differenti. Il benchmark diventerebbe così uno strumento di apprendimento organizzativo e non una graduatoria.

L’utilizzo di soglie dovrebbe essere prudente. Una soglia rigida rischia di classificare come problematiche situazioni che dipendono semplicemente dalla tempistica di un progetto. Sarebbe più utile individuare scostamenti persistenti o anomalie rispetto alla distribuzione delle scuole comparabili. Per esempio, un rapporto di pagamento basso per un solo anno potrebbe richiedere un controllo leggero; un valore sistematicamente molto inferiore al gruppo di riferimento potrebbe invece giustificare un approfondimento amministrativo.

14. Implicazioni per la ricerca e per le politiche pubbliche

Dal punto di vista della ricerca, i conti consuntivi offrono una base quantitativa ampia per studiare la capacità amministrativa delle istituzioni scolastiche. La loro forza risiede nella granularità: il codice scuola consente analisi micro, mentre la regione permette aggregazioni territoriali. La disponibilità di più anni apre inoltre la strada a studi longitudinali. La principale esigenza è integrare la base con informazioni esterne che consentano di interpretare correttamente le differenze osservate.

Dal punto di vista delle politiche pubbliche, l’analisi suggerisce che l’attenzione non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sull’assegnazione delle risorse. È altrettanto importante osservare i passaggi che portano dall’assegnazione all’utilizzo effettivo. Se le risorse vengono accertate ma riscosse con ritardo, oppure programmate ma impegnate lentamente, l’effetto delle politiche può essere posticipato anche in presenza di stanziamenti formalmente adeguati. La capacità di attuazione diventa quindi parte integrante della politica finanziaria per la scuola.

Le differenze regionali potrebbero essere utilizzate per individuare fabbisogni di supporto amministrativo, ma soltanto dopo aver controllato la composizione delle risorse e la copertura. Interventi di accompagnamento, formazione e standardizzazione delle procedure potrebbero essere più efficaci se indirizzati alle specifiche fasi che mostrano difficoltà. Il dataset potrebbe aiutare a distinguere territori nei quali il problema si concentra sulla riscossione da quelli nei quali si manifesta nella trasformazione degli impegni in pagamenti.

Infine, la trasparenza dei dati può favorire una discussione più informata sulla finanza scolastica. Pubblicare indicatori ben documentati, con esplicita indicazione dei limiti, permetterebbe di superare letture basate soltanto sugli stanziamenti. Il valore del dato aperto non consiste nella produzione automatica di classifiche, ma nella possibilità di verificare le dinamiche, formulare ipotesi e individuare aree nelle quali l’amministrazione può approfondire le cause dei ritardi o delle differenze.

15. Sintesi interpretativa finale

Nel complesso, i dati descrivono un sistema nel quale la fase finanziaria successiva all’accertamento delle entrate appare più problematica della fase successiva all’impegno delle spese. Questa conclusione non deriva da un singolo esercizio, ma dalla presenza ricorrente di un rapporto riscosso/accertato inferiore al rapporto pagato/impegnato. La differenza è particolarmente evidente nel 2021, nel 2022 e nel 2024. Il fenomeno merita attenzione perché la disponibilità effettiva delle entrate costituisce una condizione importante per la gestione ordinata dei flussi di cassa e per la tempestiva realizzazione delle attività programmate.

La lettura dei residui rafforza questa interpretazione. In tutti gli esercizi osservati le somme da riscuotere sono maggiori delle somme da pagare. Ciò non significa che tutte le somme aperte rappresentino ritardi anomali, ma indica che la parte attiva del bilancio presenta un volume di operazioni non ancora trasformate in incassi superiore al volume delle obbligazioni di spesa non ancora pagate. Il dato invita quindi a studiare con maggiore dettaglio le fonti di finanziamento e le tempistiche dei soggetti erogatori.

Il confronto regionale aggiunge un ulteriore livello di complessità. Nel 2024 la capacità di pagamento è relativamente concentrata, mentre la capacità di riscossione presenta una maggiore variabilità. Questa configurazione suggerisce che i territori possano essere esposti in misura diversa a caratteristiche delle entrate, calendari dei trasferimenti e composizione dei progetti. Prima di attribuire le differenze alla capacità amministrativa delle scuole sarebbe necessario controllare tali fattori e verificare che la copertura regionale sia sufficientemente omogenea.

L’analisi evidenzia infine un principio metodologico generale: per valutare la gestione finanziaria non basta osservare quanto viene programmato. È necessario seguire l’intero percorso della risorsa. Una politica può apparire finanziariamente consistente nella fase dello stanziamento e produrre effetti più lenti se l’accertamento, la riscossione, l’impegno o il pagamento incontrano ostacoli. Il conto consuntivo consente proprio di rendere visibili questi passaggi e, se integrato con altre fonti, può diventare uno strumento importante per analizzare la capacità di attuazione delle istituzioni scolastiche.

Per le successive ricerche la priorità dovrebbe essere duplice: da un lato costruire una base a perimetro costante, verificando la presenza delle stesse scuole nei diversi anni; dall’altro integrare il conto consuntivo con dati su studenti, tipologia di istituto, caratteristiche territoriali e natura dei finanziamenti. Solo così sarà possibile passare da una descrizione robusta delle dinamiche finanziarie a una spiegazione delle loro determinanti. Il presente lavoro costituisce quindi una prima mappa quantitativa: individua le fasi critiche, misura le differenze e definisce le domande sulle quali concentrare analisi più approfondite.


Fonte: Porcale Unico della Scuola 

Link: https://dati.istruzione.it/opendata/opendata/catalogo/




Glossario

Accertamento / Entrata accertata
Fase della gestione delle entrate nella quale viene formalizzato l’importo spettante all’istituzione scolastica. Nel dataset corrisponde al campo ImportoAccertatoImpegnato quando la tipologia della voce è Entrata.

Anno finanziario
Anno di riferimento del bilancio e del conto consuntivo. Nell’analisi sono considerati gli anni finanziari dal 2019 al 2024.

Bilancio scolastico
Rappresentazione contabile delle risorse finanziarie gestite dall’istituzione scolastica. Comprende le entrate previste e realizzate e le spese programmate e sostenute.

Capacità amministrativa
Espressione utilizzata nell’articolo per indicare, in senso generale, la capacità di un’istituzione di gestire le diverse fasi amministrative e finanziarie delle risorse. Gli indicatori di bilancio possono rappresentarne alcuni segnali, ma non costituiscono da soli una misura completa della qualità amministrativa.

Capacità di accertamento
Indicatore ottenibile confrontando le entrate accertate con quelle programmate:

Capacità di accertamento = Entrate accertate / Entrate programmate

Misura quanta parte delle entrate previste è arrivata alla fase dell’accertamento.

Capacità di impegno
Rapporto tra spese impegnate e spese programmate:

Capacità di impegno = Spese impegnate / Spese programmate

Indica quanta parte delle risorse programmate per la spesa è stata trasformata in obbligazioni formalmente assunte.

Capacità di pagamento
Uno degli indicatori principali utilizzati nell’analisi:

Capacità di pagamento = Importo pagato / Importo impegnato

Indica la percentuale degli impegni di spesa che si è trasformata in pagamenti effettivi.

Capacità di riscossione
Indicatore utilizzato per analizzare la realizzazione delle entrate:

Capacità di riscossione = Importo riscosso / Importo accertato

Esprime la quota delle entrate accertate che è stata effettivamente riscossa.

Codice scuola
Codice identificativo dell’istituzione scolastica presente nel dataset. Consente di distinguere le singole scuole e, potenzialmente, di seguirne l'andamento finanziario nel tempo.

Conto consuntivo
Documento che rappresenta i risultati della gestione finanziaria dell’istituzione scolastica al termine dell’esercizio. A differenza della programmazione iniziale, permette di osservare ciò che è stato effettivamente accertato, riscosso, impegnato e pagato.

Copertura del dataset
Insieme delle istituzioni scolastiche effettivamente presenti nei dati analizzati. Nell’articolo il concetto è particolarmente importante perché il numero di codici scuola osservati varia tra gli anni. Di conseguenza, i valori assoluti annuali non rappresentano necessariamente un perimetro costante.

Entrata
Risorsa finanziaria acquisita o da acquisire dall’istituzione scolastica. Nel dataset le entrate vengono osservate attraverso importi programmati, accertati, riscossi e da riscuotere.

Entrata programmata
Importo previsto in entrata nella fase di programmazione finanziaria. Nel dataset corrisponde al campo Importo quando la tipologia della voce è Entrata.

Entrata riscossa
Somma che, dopo essere stata accertata, è stata effettivamente incassata dall’istituzione scolastica.

Esecuzione finanziaria
Espressione utilizzata nell’articolo per descrivere il processo attraverso il quale le somme programmate vengono progressivamente trasformate in accertamenti e riscossioni, sul lato delle entrate, e in impegni e pagamenti, sul lato delle spese.

Gestione finanziaria
Insieme delle attività attraverso le quali l’istituzione scolastica programma, acquisisce e utilizza le proprie risorse finanziarie.

Impegno / Spesa impegnata
Fase della gestione della spesa nella quale viene formalizzata un’obbligazione finanziaria. Nel dataset corrisponde al campo ImportoAccertatoImpegnato quando la tipologia della voce è Spesa.

Importo
Campo del dataset che rappresenta l’importo programmato. Assume il significato di entrata programmata per le voci di entrata e di spesa programmata per le voci di spesa.

ImportoAccertatoImpegnato
Campo del dataset con significato differente a seconda della tipologia della voce: rappresenta l’importo accertato per le entrate e l’importo impegnato per le spese.

ImportoDaRiscuotereDaPagare
Campo che rappresenta l’importo ancora da riscuotere per le entrate e l’importo ancora da pagare per le spese.

ImportoRiscossoPagato
Campo che rappresenta l’importo riscosso quando la voce è un’entrata e l’importo pagato quando la voce è una spesa.

Indicatore finanziario
Rapporto costruito a partire dalle grandezze del conto consuntivo per sintetizzare una determinata fase della gestione. Nell’articolo vengono utilizzati soprattutto i rapporti riscosso/accertato e pagato/impegnato.

Panel bilanciato
Insieme di istituzioni scolastiche presenti nei dati in tutti gli anni considerati. La costruzione di un panel bilanciato permetterebbe di confrontare nel tempo lo stesso gruppo di scuole, riducendo i problemi derivanti dalla variazione della copertura annuale.

Panel non bilanciato
Dataset longitudinale nel quale le istituzioni possono essere presenti soltanto in alcuni degli anni analizzati. Permette di utilizzare un numero maggiore di osservazioni, ma richiede maggiore cautela nei confronti temporali.

Pagamento / Importo pagato
Somma effettivamente corrisposta a seguito di un impegno di spesa. Rappresenta una delle fasi finali della gestione finanziaria della spesa.

Perimetro osservato
Espressione utilizzata nell’articolo per indicare l’insieme delle scuole e delle relative registrazioni effettivamente contenute nel dataset di uno specifico anno. È preferibile parlare di “perimetro osservato” quando la copertura non è identica tra gli anni.

Programmazione finanziaria
Fase nella quale vengono previste le entrate e definite le risorse da destinare alle diverse attività e finalità di spesa.

Rapporto pagato/impegnato
Indicatore utilizzato per misurare la capacità di pagamento:

Importo pagato / Importo impegnato × 100

Ad esempio, un valore dell’85% indica che, nel perimetro considerato, sono stati pagati 85 euro ogni 100 euro precedentemente impegnati.

Rapporto riscosso/accertato
Indicatore utilizzato per misurare la capacità di riscossione:

Importo riscosso / Importo accertato × 100

Un valore del 70% significa che sono stati riscossi 70 euro ogni 100 euro di entrate accertate.

Residui
Nel linguaggio dell’articolo, termine utilizzato per riferirsi alle somme che, alla fine della gestione considerata, risultano ancora da riscuotere sul lato delle entrate o da pagare sul lato delle spese. Il dataset permette di osservarle attraverso il campo ImportoDaRiscuotereDaPagare.

Somme da pagare
Importi relativi a spese che risultano impegnate ma non ancora pagate nel momento considerato.

Somme da riscuotere
Importi relativi a entrate accertate ma non ancora effettivamente riscosse.

Spesa
Risorsa finanziaria destinata dall’istituzione scolastica alle proprie attività. Nel dataset viene osservata attraverso gli importi programmati, impegnati, pagati e da pagare.

Spesa programmata
Importo previsto per la realizzazione delle attività dell’istituzione scolastica. Nel dataset corrisponde al campo Importo quando la tipologia della voce è Spesa.

Spesa pagata
Somma effettivamente corrisposta dopo l’assunzione dell’impegno.

TipologiaVoce
Campo del dataset che distingue le registrazioni relative alle Entrate da quelle relative alle Spese. La distinzione determina anche il significato degli altri campi finanziari.

Variazione “between”
In un’eventuale analisi longitudinale, indica le differenze osservate tra scuole diverse. Può dipendere, per esempio, da dimensione, territorio o caratteristiche strutturali delle istituzioni.

Variazione “within”
Indica la variazione osservata all’interno della stessa scuola nel corso del tempo. È particolarmente utile per studiare se la capacità di riscossione o di pagamento di una determinata istituzione migliori o peggiori negli anni.

 


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