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DPFP 2026: le conclusioni del Governo sui conti pubblici italiani

  1. Dal 3,1 al 2,9 per cento nel 2026: il deficit scende sotto la soglia europea e apre l'uscita dalla procedura. 2. Ventotto miliardi in due anni per difesa ed energia, fuori dal conteggio delle regole europee: il deficit risale al 3,4 per cento. 3. Il debito tocca il picco al 138,5 per cento nel 2027, poi scende lentamente al 136,6 nel 2029, senza aiuto dallo snow-ball Introduzione Il governo ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), deliberato dal Consiglio dei ministri il 2 ottobre 2026 . Il documento non contiene le misure puntuali, quelle arriveranno con la legge di bilancio, ma fissa il perimetro dentro cui la manovra dovrà stare, le previsioni di crescita, i principali saldi di finanza pubblica e la traiettoria del debito per il quinquennio 2025-2029. È, in altre parole, il quadro macroeconomico che rende possibili alcune scelte e ne preclude altre. Il numero su cui si concentra l'attenzione è il rapporto tra indebitamento netto e PIL, ...
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L’ITALIA A PIÙ VELOCITÀ: I DIVARI CHE FRENANO LA CRESCITA

Il divario territoriale non si chiude  il PIL pro capite del Mezzogiorno è il 55-58% di quello del Centro-Nord, stabile da decenni. Genere e generazioni restano indietro  l'occupazione femminile si ferma al 53%; i giovani sotto i 34 anni sono il 20,6%. Tempi e giustizia: progressi lenti  e  procedimenti civili che durano 1.789 giorni, in calo ma ancora quasi cinque anni. Introduzione La Parte I del Rapporto ANCI «Le leve per la crescita» si intitola L'Italia a più velocità e misura i divari che attraversano il Paese che sono territoriali, di genere, generazionali, amministrativi e giudiziari. Non è un elenco di ritardi ma una mappa di velocità diverse, che convivono nello stesso ordinamento e nella stessa finanza pubblica. Il Rapporto parte da un dato costituzionale, l'articolo 3 e la missione perequativa della Repubblica e lo verifica con i numeri, considerando che il PIL pro capite del Mezzogiorno resta al 55-58% di quello del Centro-Nord, il tasso di occupazione ...

Italia, il paradosso del lavoro: occupazione record, salari fermi e divari ancora aperti

Occupazione record, divario intatto: l'Italia supera i 24 milioni di occupati ma resta 9 punti sotto la media europea. Salari fermi da un trentennio: i salari reali valgono l'8% in meno del 2019, contro aumenti in Germania e Francia. Politiche attive e sommerso: GOL ha preso in carico 3,58 milioni di persone; gli ISAC presidiano il lavoro irregolare. Introduzione Il capitolo sul lavoro del Rapporto ANCI «Le leve per la crescita» è il più severo dell'intero documento e, insieme, il più preciso nel separare ciò che è migliorato da ciò che non si è mosso. Negli ultimi anni l'Italia ha raggiunto il livello occupazionale più alto della sua storia, oltre 24 milioni di occupati, un tasso 15-64 anni al 62,3%, una disoccupazione al 6% come nel 2007. Ma la crescita è venuta dalla quantità di lavoro, non dalla sua produttività, e i salari reali restano fermi da un trentennio, ancora l'8% sotto il 2019 mentre Germania e Francia hanno recuperato. Questo report ricostruis...