- Le esportazioni italiane extra-UE crescono del 6,3%, ma l'impennata delle importazioni riduce significativamente l'avanzo commerciale.
- Svizzera e Cina trainano l'export nazionale, mentre Stati Uniti, Medio Oriente e Turchia mostrano segnali di rallentamento.
- L'aumento degli acquisti energetici dall'estero sostiene le importazioni, modificando gli equilibri della bilancia commerciale italiana.
I dati
diffusi dall'ISTAT relativi agli scambi commerciali dell'Italia con i paesi
extra-UE27 nel mese di maggio 2026 offrono un quadro articolato dell'andamento
del commercio internazionale italiano. Dopo un avvio d'anno caratterizzato da
una crescita moderata delle esportazioni e da una riduzione delle importazioni
nei primi mesi, il mese di maggio evidenzia un'accelerazione degli scambi,
soprattutto sul versante delle importazioni. Le esportazioni registrano infatti
un incremento tendenziale del 6,3%, mentre le importazioni aumentano del 15,4%
rispetto allo stesso mese del 2025. Tale dinamica determina una riduzione
dell'avanzo commerciale, che rimane comunque positivo per 3,843 miliardi di
euro. L'analisi dei flussi commerciali con le principali aree geografiche e con
i maggiori partner commerciali evidenzia come le tensioni geopolitiche,
l'evoluzione dei mercati energetici e il diverso andamento della domanda
internazionale continuino a influenzare la composizione geografica degli scambi
italiani. Alcuni mercati mostrano una crescita particolarmente sostenuta,
mentre altri registrano un rallentamento significativo, delineando un quadro
estremamente differenziato.
L'andamento complessivo degli scambi. Nel mese di maggio 2026 le esportazioni italiane verso
i paesi extra-UE raggiungono 27,825 miliardi di euro, segnando un aumento del
6,3% rispetto a maggio 2025. Le importazioni, pari a 23,983 miliardi di euro, crescono
invece del 15,4%, un ritmo nettamente superiore rispetto a quello delle vendite
all'estero. La conseguenza immediata è una riduzione del saldo
commerciale, che passa dai 5,387 miliardi di euro registrati nel maggio 2025 ai
3,843 miliardi del maggio 2026. Nonostante questa contrazione, l'Italia
continua a mantenere un avanzo commerciale significativo nei confronti dei
mercati extraeuropei. Considerando i primi cinque mesi
dell'anno, il surplus commerciale raggiunge 21,433 miliardi di euro, confermando
la competitività del sistema produttivo italiano sui mercati internazionali,
pur in presenza di una crescita delle importazioni favorita dall'aumento della
domanda di materie prime, prodotti energetici e beni intermedi.
La distribuzione geografica delle esportazioni. L'analisi delle quote di mercato
mostra come i paesi europei non appartenenti all'Unione Europea rappresentino
il principale sbocco commerciale dell'export italiano extra-UE, assorbendo il
14,7% delle esportazioni complessive. Seguono l'America settentrionale con
l'11,8%, gli Stati Uniti con il 10,8% e gli altri paesi asiatici con l'8,8%. Tra
i partner individuali emerge il ruolo della Svizzera, che rappresenta il 5,5%
delle esportazioni italiane verso i paesi extra-UE, confermandosi uno dei principali
hub commerciali e logistici per numerosi prodotti italiani. La composizione
geografica dell'export evidenzia quindi una forte diversificazione dei mercati
di destinazione, elemento che contribuisce a ridurre i rischi derivanti dalla
concentrazione geografica delle esportazioni.
La straordinaria crescita delle esportazioni verso la Svizzera. Il dato più rilevante del mese
riguarda senza dubbio la Svizzera. Le esportazioni italiane crescono del 57,9%
rispetto a maggio 2025 e del 46% considerando l'intero periodo gennaio-maggio. Si
tratta della variazione più elevata tra tutti i principali partner commerciali
italiani. Tale incremento può essere ricondotto alla particolare funzione
svolta dalla Svizzera quale piattaforma commerciale e finanziaria internazionale,
oltre che alla presenza di importanti flussi di beni ad elevato valore
aggiunto, come prodotti farmaceutici, metalli preziosi, gioielleria e
macchinari. Il saldo commerciale con la Svizzera raggiunge inoltre 2,846
miliardi di euro nel solo mese di maggio e supera i 12,4 miliardi nei primi
cinque mesi dell'anno, risultando il più elevato tra tutti i partner
commerciali considerati.
Il rallentamento del mercato statunitense. Di segno opposto appare invece l'andamento degli
scambi con gli Stati Uniti. Le esportazioni italiane diminuiscono del
3,6% nel mese di maggio, mentre le importazioni provenienti dagli Stati Uniti
aumentano del 26,1%. Nonostante tale dinamica, il saldo commerciale
rimane ampiamente positivo per l'Italia, con un avanzo di 2,276 miliardi di
euro nel solo mese di maggio e di oltre 15 miliardi nel periodo gennaio-maggio.
Il rallentamento delle esportazioni potrebbe riflettere una fase di minore
domanda statunitense per alcuni comparti manifatturieri italiani oppure una
temporanea normalizzazione dopo gli elevati livelli raggiunti negli anni
precedenti.
La ripresa delle esportazioni verso la Cina. Uno degli elementi più interessanti
riguarda la Cina. Le esportazioni italiane aumentano del 24,1% nel mese di
maggio e del 18,9% nei primi cinque mesi dell'anno. Tale dinamica segnala una
ripresa della domanda cinese per numerosi prodotti italiani, in particolare nei
comparti della meccanica, dell'automazione, della moda e dell'agroalimentare. Tuttavia
il saldo commerciale continua a rimanere fortemente negativo. Le importazioni
dalla Cina, pur diminuendo del 5,2%, sono ancora molto superiori alle
esportazioni italiane, determinando un disavanzo di oltre 3,1 miliardi di euro
nel solo mese di maggio e di oltre 19 miliardi nel periodo gennaio-maggio. Ciò
conferma il ruolo della Cina quale principale fornitore di beni manifatturieri
per l'economia italiana.
Le difficoltà nei rapporti con la Turchia e il Medio Oriente. Tra i dati meno favorevoli emerge il
forte calo delle esportazioni verso la Turchia (-23%) e verso il Medio Oriente
(-12,3%). Nel caso della Turchia il saldo commerciale risulta pressoché
in equilibrio nel mese di maggio, mentre nel periodo gennaio-maggio diventa
leggermente negativo. Nel Medio Oriente, invece, oltre
alla riduzione delle esportazioni si osserva un forte aumento delle
importazioni (+40,8%), probabilmente riconducibile agli acquisti di prodotti
energetici e materie prime. Anche il saldo commerciale con i
paesi OPEC rimane negativo, pari a -1,413 miliardi di euro nel mese di maggio e
-3,309 miliardi nei primi cinque mesi dell'anno.
L'evoluzione dei rapporti con la Russia Le relazioni commerciali con la
Russia continuano a ridursi. Le esportazioni italiane
diminuiscono del 12%, mentre le importazioni registrano una contrazione ancora
più marcata (-56,6%). Questa dinamica riflette il
progressivo ridimensionamento degli scambi commerciali conseguente alle
tensioni geopolitiche e alle misure restrittive adottate negli ultimi anni. Nonostante
il calo degli scambi, il saldo commerciale diventa positivo per 179 milioni di
euro nel mese di maggio.
Africa e America Latina: mercati in espansione Risultati incoraggianti provengono
dai mercati africani. Le esportazioni verso l'Africa
settentrionale aumentano del 26,7%, mentre quelle verso gli altri paesi
africani crescono del 10,8%. Anche se i saldi commerciali
rimangono negativi, tali mercati rappresentano aree di crescente interesse per
le imprese italiane, soprattutto nei comparti dell'impiantistica, delle
costruzioni e dei beni strumentali. Positivo appare anche l'andamento
delle esportazioni verso il MERCOSUR (+21,3%), segnale di un rafforzamento
della presenza italiana nell'America meridionale.
Le importazioni crescono più rapidamente delle esportazioni. Uno degli aspetti più significativi
dei dati di maggio riguarda la forte accelerazione delle importazioni. L'incremento
del 15,4% rappresenta infatti un ritmo di crescita oltre doppio rispetto alle
esportazioni. Le maggiori variazioni interessano i paesi OPEC (+68,3%),
l'America centro-meridionale (+49,8%), il Medio Oriente (+40,8%), l'Africa
settentrionale (+35,2%) e l'America settentrionale (+26,8%). Al
contrario diminuiscono le importazioni dalla Russia, dalla Cina, dall'India e
dalla Turchia. Questa composizione suggerisce una crescita degli acquisti
italiani di energia, materie prime e beni intermedi provenienti soprattutto
dalle economie produttrici di risorse naturali.
L'andamento congiunturale. I dati destagionalizzati mostrano che rispetto ad
aprile 2026 le esportazioni aumentano dello 0,4%, mentre le importazioni
crescono del 3,4%.
Si tratta di
un'espansione mensile relativamente contenuta delle vendite all'estero,
accompagnata però da un incremento decisamente più sostenuto degli acquisti.
Anche sotto
questo profilo emerge quindi una progressiva compressione dell'avanzo
commerciale.
Il confronto con gli anni precedenti. Su base annuale il commercio extra-UE continua
comunque a mostrare una dinamica positiva. Nel 2023 le esportazioni avevano
raggiunto 301,8 miliardi di euro, salite a 305,8 miliardi nel 2024 e a 313
miliardi nel 2025. Le importazioni, dopo la forte riduzione registrata nel 2023
e nel 2024, sono tornate a crescere nel 2025. Il saldo
commerciale è passato da 45,6 miliardi nel 2023 a oltre 57 miliardi nel 2024,
per poi attestarsi a 56,2 miliardi nel 2025. I dati del 2026 sembrano
confermare il mantenimento di un consistente avanzo commerciale, pur con una
graduale riduzione rispetto ai livelli particolarmente elevati osservati negli
ultimi anni.
Considerazioni economiche L'analisi dei dati evidenzia come il commercio estero
italiano continui a rappresentare uno dei principali motori della crescita
economica nazionale. La diversificazione geografica
delle esportazioni consente al sistema produttivo di compensare le difficoltà
riscontrate in alcuni mercati con la crescita registrata in altri. L'espansione
delle vendite verso la Svizzera, la Cina, l'Africa settentrionale e il MERCOSUR
dimostra la capacità delle imprese italiane di intercettare nuove opportunità
commerciali. Parallelamente, il forte aumento delle importazioni segnala
una ripresa della domanda interna e della produzione industriale, che richiede
maggiori quantità di beni intermedi e materie prime. Tuttavia questa dinamica
comporta una riduzione dell'avanzo commerciale, rendendo ancora più importante
il mantenimento della competitività delle esportazioni italiane.
Conclusioni. I dati ISTAT
relativi al mese di maggio 2026 delineano un quadro nel complesso favorevole
per il commercio estero italiano con i paesi extra-UE27. Le esportazioni
continuano a crescere, confermando la solidità del sistema manifatturiero
nazionale e la capacità delle imprese di competere sui mercati internazionali. Allo
stesso tempo emerge una crescita ancora più intensa delle importazioni,
fenomeno che riduce il surplus commerciale ma che può anche riflettere una
maggiore vivacità dell'economia italiana e della domanda produttiva. Le
forti differenze tra le diverse aree geografiche confermano come il commercio
internazionale sia sempre più influenzato dalle trasformazioni geopolitiche,
dalle condizioni economiche dei principali partner commerciali e
dall'evoluzione delle catene globali del valore. In questo contesto, la
capacità delle imprese italiane di diversificare i mercati di sbocco e di
mantenere elevati livelli di competitività rappresenterà uno degli elementi
decisivi per sostenere la crescita economica del Paese nei prossimi anni.
Fonte: ISTAT
Link: https://www.istat.it/comunicato-stampa/commercio-estero-extra-ue-maggio-2026/
Angelo Leogrande è economista, commercialista, professore a contratto all'Università LUM Giuseppe Degennaro di Casamassima, e giornalista pubblicista; si occupa di finanza d'impresa, innovazione ed economia regionale. Ricercatore presso LUM Enterprise s.r.l.. Innovation Manager.
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