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La grande transizione della ricchezza italiana

  •      La ricchezza delle famiglie italiane raggiunge livelli record, sostenuta da immobili e mercati finanziari.
  •      Gli over 65 concentrano una quota crescente del patrimonio nazionale, ampliando i divari generazionali.
  •      Le future eredità ridisegneranno ricchezza, consumi e opportunità economiche delle nuove generazioni italiane.


        

      La ricchezza delle famiglie italiane continua a rappresentare uno dei principali punti di forza dell’economia nazionale. Nel 2025 il patrimonio netto ha raggiunto livelli record, sostenuto dalla crescita del mercato immobiliare e dalla rivalutazione delle attività finanziarie. Dietro questi numeri emerge però una trasformazione strutturale che sta ridefinendo gli equilibri economici e sociali del Paese. La ricchezza si concentra sempre più nelle fasce di popolazione più anziane, mentre le generazioni più giovani incontrano maggiori difficoltà nell’accumulazione patrimoniale. In questo scenario assume particolare rilevanza il ruolo delle future eredità, destinate a influenzare la distribuzione della ricchezza, i consumi e le opportunità economiche delle prossime generazioni. Comprendere questi cambiamenti significa comprendere il futuro dell’Italia.



LIVELLI RECORD DI ACCUMULAZIONE PATRIMONIALE

La ricchezza delle famiglie italiane ha raggiunto nel 2025 livelli record, confermando una delle caratteristiche più peculiari dell’economia nazionale: la straordinaria capacità di accumulazione patrimoniale del settore privato. Dietro questo dato, tuttavia, si nasconde una trasformazione profonda che riguarda la distribuzione della ricchezza tra generazioni, il ruolo centrale degli immobili e il futuro trasferimento di patrimoni attraverso le eredità.
Alla fine del 2025 la ricchezza netta delle famiglie italiane ha raggiunto 12.326 miliardi di euro. Si tratta del valore delle attività finanziarie e reali al netto dei debiti. Il rapporto tra ricchezza e reddito disponibile è salito a 8,5 volte, evidenziando una posizione patrimoniale particolarmente robusta rispetto a molti altri paesi avanzati.



La crescita è stata alimentata da tre fattori principali: rivalutazione delle attività finanziarie, aumento del valore delle partecipazioni societarie e crescita della ricchezza immobiliare.  In particolare, il mercato delle abitazioni continua a svolgere un ruolo centrale nella formazione della ricchezza privata. Le famiglie italiane mantengono una forte preferenza per il mattone. Nel 2025 le compravendite di abitazioni sono aumentate del 6,6%, mentre i prezzi sono cresciuti del 4%.


Questo andamento ha rafforzato il patrimonio di milioni di famiglie proprietarie. Parallelamente, la ricchezza finanziaria lorda è salita a quasi 6.500 miliardi di euro. Nonostante ciò, il portafoglio delle famiglie italiane resta relativamente prudente e meno esposto agli strumenti di mercato rispetto agli Stati Uniti.

DIVARIO GENERAZIONALE

 L’aspetto più rilevante emerso dall’analisi riguarda però il divario generazionale. Negli ultimi trent’anni la ricchezza si è progressivamente spostata verso le fasce più anziane della popolazione. Le famiglie con persona di riferimento oltre i 65 anni detengono oggi circa il 32% della ricchezza nazionale, quota quasi raddoppiata rispetto agli anni Novanta. All’opposto, la quota di ricchezza detenuta dagli under 36 è scesa dal 13% al 4%. Le cause sono molteplici: salari stagnanti, crescita economica più debole, precarietà lavorativa e maggiori difficoltà nell’accesso alla proprietà immobiliare.


IL RUOLO DEGLI OVER 80

Particolarmente interessante è il ruolo degli over 80. Pur non essendo una categoria numericamente dominante, rappresentano il segmento che concentra una parte significativa della ricchezza accumulata nel dopoguerra. Le coorti nate tra il 1941 e il 1950 hanno beneficiato di crescita economica, rivalutazione immobiliare e incremento dei redditi reali. Oggi questi patrimoni sono destinati a diventare il cuore del più grande trasferimento ereditario della storia recente italiana. La composizione della ricchezza degli anziani conferma la centralità degli immobili. Oltre il 60% del patrimonio è costituito da abitazioni, mentre il restante è distribuito tra attività finanziarie e partecipazioni d’impresa. Questo rende la ricchezza italiana relativamente stabile ma meno diversificata.


UNDER 65
Gli under 65 possiedono ancora la maggioranza della ricchezza nazionale, circa il 68%, ma il loro peso si è ridotto nel tempo. All’interno di questa fascia emergono differenze significative tra under 35, fascia intermedia e popolazione prossima alla pensione.


LE EREDITA’

Le eredità rappresentano il grande tema dei prossimi anni. Secondo le stime, le generazioni nate tra il 1966 e il 1975 potrebbero ricevere trasferimenti patrimoniali tali da rappresentare circa il 40% del loro patrimonio complessivo.  Si tratta di una quota superiore a quella ricevuta dalle generazioni precedenti. Questo fenomeno potrebbe attenuare parte del divario generazionale ma anche aumentare le differenze tra chi eredita patrimoni significativi e chi non dispone di sostegno familiare. La mobilità sociale rischia quindi di dipendere sempre più dalla ricchezza accumulata dalle famiglie di origine.


 


Conclusioni

Per il sistema economico italiano la sfida consiste nel trasformare questa enorme massa patrimoniale in investimenti produttivi, innovazione e crescita. La ricchezza privata rappresenta una risorsa straordinaria, ma il suo impatto dipenderà dalla capacità di canalizzarla verso attività in grado di generare sviluppo economico.
La fotografia finale è quella di un Paese ricco di patrimonio ma attraversato da profonde trasformazioni demografiche. Gli over 80 sono i protagonisti dell’accumulazione; le generazioni successive saranno protagoniste del trasferimento. Comprendere questa dinamica significa comprendere una delle principali forze che plasmeranno l’economia italiana dei prossimi decenni.



Fonte : Relazione Bankitalia 2025 rel_2025.pdf

Angelo Capriati

Angelo Leogrande




 

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